Un metodo per il lavoro sociale

Pubblichiamo l’intervento di Mariangela Paglino, responsabile del Servizio sociale di comunità, in apertura dell’assemblea della “Rete della associazioni dell’VIII Circoscrizione” tenutasi venerdì 11 aprile presso la sede dell’associazione “Lisca bianca” alla Fiera del mediterraneo.

Il lavoro sociale prevede la cura dei processi e richiede attenzioni organizzative e metodo di lavoro. Parleremo perciò di tecniche di cooperazione, ma si tratta di tecniche che sono espressione di una cultura, di una visione della società che riconosce a tutti pari dignità, e sono, soprattutto, impegno politico, perché welfare significa diritti, oggi più che mai  erosi da diseguaglianze dilaganti.

La partecipazione è un principio cardine del lavoro sociale e un obiettivo essenziale della nostra rete. Le attività di socializzazione sono parte integrante dell’interazione umana e svolgono un ruolo cruciale nella costruzione e nel mantenimento delle relazioni. Sono attività che offrono alle persone l’opportunità di entrare in contatto, condividere esperienze e sviluppare un senso di appartenenza, costruire progetti comuni.

Siamo qua perché intendiamo sviluppare progetti e servizi in un’ottica di comunità e la partecipazione è il nostro metodo. Voglio però ribadire che i processi partecipativi vanno allestiti e presidiati con cura per essere realistici, sostenibili e capacitanti. Dobbiamo avere chiaro che tali processi sono un metodo per sviluppare programmi, progetti e servizi insieme, attraverso i quali promuovere lo sviluppo di una comunità.

Continuiamo allora ad esplorare gli spazi  della nostra circoscrizione che ci stanno a cuore con lo sguardo che solo una comunità che vuol crescere può avere verso le proprie criticità e risorse.

Stiamo costruendo una alleanza, una esperienza collettiva sicuramente complessa e impegnativa, nella quale ciascuno partecipa al lavoro con logica trasformativa e non prestazionale, perché sa di non potersi assumere da solo la responsabilità del risultato. Siamo consapevoli che i problemi e le richieste di ciascuno chiedono l’apporto e il supporto di tanti.

Con questa consapevolezza parliamo di metodo di lavoro, con l’ auspicio di costruire insieme  “una grammatica del lavoro di cura”.

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