Un “patto di collaborazione”

Mercoledì 18 febbraio, nell’ambito del progetto “Mutamenti. Giovani per il volontariato”, con un percorso FSL (Formazione Scuola Lavoro) tra Liceo Garibaldi e Cesvop è stato avviato un tavolo di coprogettazione per la riqualificazione di un tratto di via Sampolo alla confluenza di via Arimondi. Gli architetti Paola Caselli e Federico Giorgianni dell’Ufficio rigenerazione Urbana del Comune di Palermo hanno avviato i lavori Insieme alla quinta B del Liceo, protagonista del percorso (tutor la prof.ssa Patrizia Alessi).

L’incontro ha visto la presenza della dirigente del Liceo, prof.ssa Irene Marcellino, del Presidente dell’VIII Circoscrizione Marcello Longo, della responsabile delle attività di progetto del Cesvop, Marcella Silvestre. Hanno partecipato volontari delle associazioni del Progetto Mutamenti: Francesco Cortimiglia, Giuseppina Lombardo, Lori Tororici, Maria Pia Natoli e Adriana Palmeri per il Presidio di cittadinanza aps, Riccardo Reina per Intona Rumori, associazione capofila, Antonio Macaluso, responsabile Comunicazione del progetto “Mutamenti”.

Tre domande per cominciare

Abbiamo cominciato i lavori partendo da tre domande: Perché il volontariato? Perché la rigenerazione urbana? Perché un tavolo di coprogettazione con le istituzioni? Sono domande che ci accompagneranno per tutto il percorso, ma abbiamo potuto richiamare alcune esperienze che ci consentissero una prima risposta.

Per la prima domanda, perché il volontariato?, abbiamo potuto richiamare l’esperienza, al Garibaldi e nelle scuole Palermitane, delle proposte del CeSVoP (Centro Servizi per il Volontariato di Palermo): per fare insieme un’esperienza che coniughi azioni di solidarietà verso gli altri, riconoscimento di talenti degli studenti, occasioni di socialità in cui stare bene insieme.

Per rispondere alla seconda domanda, perché la rigenerazione urbana?, abbiamo potuto richiamare la testimonianza del Presidio di cittadinanza aps: associazione di promozione sociale rivolta alla difesa dei diritti di cittadinanza attraverso la partecipazione alla vita della comunità e al suo impegno per una rigenerazione dei luoghi e delle relazioni.

Per cominciare a rispondere alla terza domanda, perché un tavolo di coprogettazione con le istituzioni?, non restava che lasciare la parola agli architetti Paola Caselli e Federico Giorgianni dell’Ufficio rigenerazione urbana del Comune di Palermo. Abbiamo tuttavia condiviso un semplice pensiero: la solidarietà richiede corresponsabilità e capacità di progetto. Fondamentale è perciò la cooperazione tra i cittadini (meglio se in gruppi organizzati) e le istituzioni. Crediamo che l’esperienza che avviamo con i professionisti dell’Ufficio rigenerazione urbana del Comune di Palermo varrà a dimostrarlo.

Cos’è il “Patto di collaborazione”?

Gli architetti Paola Caselli e Gabriele Giorgianni dell’Ufficio rigenerazione urbana del Comune di Palermo ci hanno ricordato che la nostra espereinza nasce dall’approvazione, in  Consiglio Comunale, del Regolamento per la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei Beni Comuni. Un regolamento che rende possibili i Patti di collaborazione,  uno strumento che permette di formalizzare una collaborazione tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Il “Patto di collaborazione” è il motore del “Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni” che disciplina la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Adottato in via sperimentale dal Comune di Bologna nel maggio del 2014, si è diffuso successivamente in oltre 100 comuni di tutta l’Italia, che hanno  attivato oltre 1000 patti di collaborazione.

Gli obiettivi della rigenerazione e i tre aspetti del progetto

Diversi gli esempi presentati. Tutti mostrano come gli interventi si basano sull’idea che piccole trasformazioni possono generare un cambiamento immediato nella percezione e nell’uso dello spazio urbano, favorendo nuove dinamiche sociali e una maggiore connessione tra le persone e il loro territorio.

Il gruppo di progetto che oggi si è costituito – giovani del Garibaldi e cittadini del Presidio – ha infine fatto tesoro di un fondamentale insegnamento: un progetto di rigenerazione urbana ha almeno tre aspetti da considerare: il progetto per la trasformazione dei luoghi (forme, colori, arredi….); il progetto per l’utilizzo dello spazio; il progetto per la cura dell’area rigenerata.

Il prossimo incontro sarà dedicato ad un sopralluogo nell’area da riqualificare e al primo scambio di idee sulle modifiche possibili e i suoi possibili usi per la comunità che lo vivrà e se ne prenderà cura.

 

leggi anche:

Mutamenti. Il sopralluogo in via Sampolo

I gruppi di lavoro e il nucleo del progetto

Il Progetto “Mutamenti” e i percorsi FSL

Un’assemblea per presentare il progetto

Dopo l’assemblea: la revisione del progetto

 

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